MEDCYPRE

Utilizzazione del cipresso nella salvaguardia dell'economia rurale, dell'ambiente e del paesaggio mediterraneo: prevenzione e gestione dei rischi naturali

INFORMAZIONI UTILI PER FINALITA' APPLICATIVE

Piantagioni di cipresso


Il cipresso è utilizzato per lo più per piantagioni di tipo lineare (filari, frangivento) e per piantagioni in pieno campo (piantagioni forestali)

Piantagioni lineari a fila semplice o multipla


- Materiali di impianto: sono preferibili i cloni resistenti al cancro, allevati in contenitore, con altezza maggiore di due metri, sani , ben conformati e vigorosi e dotati di un buon apparato radicale;

- Preparazione del terreno: è consigliabile, ove possibile, una ripuntatura (rippatura) del terreno a circa 70 cm seguita da un'aratura superficiale. La lavorazione del terreno deve interessare una striscia leggermente più ampia di quella effettivamente interessata dalle piante. Seguirà l'apertura meccanica di buche di dimensione adeguate alle piante da mettere a dimora. Per la realizzazione di filari la piantagione può essere effettuata anche in appositi canali di scavo opportunamente predisposti.

- Epoca di impianto: tarda estate o inizio dell’autunno o inizio della primavera. 


- Distanza di impianto: dipende dal clone utilizzato e dalle finalità dell’impianto (1,5 – 3 m sulla fila). E’ sempre opportuno considerare le dimensioni che le piante potranno raggiungere in base al loro sviluppo.
La distanza fra le file dovrebbe invece consentire la facile meccanizzazione delle lavorazioni post impianto.
- Interventi post impianto: lavorazioni superficiali e sfalci per il controllo delle infestanti, concimazioni localizzate, controllo periodico dello stato fitosanitario, risarcimenti delle piante non attecchite. Sono necessarie irrigazioni post impianto almeno nelle stagioni immediatamente successive a quella di piantagione e irrigazioni di soccorso durante i mesi estivi.
- Pali tutori : sono indispensabili per 3-4 anni per assicurare stabilità alle piante fino a che non avranno sviluppato un robusto apparato radicale. Le legature pianta-palo tutore non devono procurare scortecciamenti del fusto.
- Protezione delle piante: possono essere necessarie protezioni individuali o collettive delle piante per ridurre i rischi di scortecciamenti del fusto e danni alla chioma causati dalla selvaggina.

Piantagioni forestali


- Materiale di impianto: sono preferibili piantine di 2 anni prodotte in contenitore, sane robuste e ben sviluppate, provenienti dalle più vicine popolazioni di cipresso selezionate e certificate per la produzione di seme forestale (boschi da seme).
- Preparazione del terreno: è consigliabile, ove possibile, la lavorazione andante dell'area di impianto con ripuntatura (rippatura ) a circa 70 cm del terreno seguita da un'aratura superficiale e successivo affinamento. Seguirà il trapianto manuale delle piantine in buche di idonea dimensione.
- Epoca di impianto: tarda estate o inizio dell'autunno o inizio della primavera.
- Distanza di impianto: non sono consigliabili sulla fila distanze fra le piante inferiori a 2 m. Fra le file la distanza dovrà invece consentire la facile meccanizzazione delle lavorazioni post impianto.
- Consociazioni: è possibile e consigliabile consociare il cipresso con altre specie, conifere e/o latifoglie. 
- Interventi post impianto: lavorazioni superficiali e sfalci per il controllo delle infestanti, controllo periodico dello stato fitosanitario, risarcimenti delle piante non attecchite, eventuali irrigazioni di soccorso durante il primo anno di impianto.
- Pali tutori: non sono necessari.
- Protezione delle piante: possono essere necessarie protezioni individuali o collettive delle giovani piantine per evitare danni da selvaggina.


Boschi da seme di cipresso

- Italia

Gli unici boschi da seme di Cupressus sempervirens iscritti al Libro Nazionale dei Boschi da Seme (ex L. n. 269/73 e succ. mod.“Disciplina della produzione e del Commercio di sementi e piante di rimboschimento”, D.P.R. n. 10.5.1982, n. 494, D.M. n. 15 luglio 1998) sono tre boschi toscani: due in provincia di Firenze, uno in provincia di Siena:

- Bosco n. 34, Val Marina (FI)

- Bosco n. 35  Calenzano, Sesto Fiorentino (FI)

- Bosco n. 36  S. Agnese (SI)