MEDCYPRE

Utilizzazione del cipresso nella salvaguardia dell'economia rurale, dell'ambiente e del paesaggio mediterraneo: prevenzione e gestione dei rischi naturali

INFORMAZIONI UTILI PER FINALITA' APPLICATIVE

 

 

Il cipresso

 

Cupressus sempervirens

 

 

Il Cupressus sempervirens, Il Cupressus sempervirens, originario dell’Iran settentrionale, della Siria, della Turchia, di Cipro e diverse isole greche (Creta, Rodi, ecc), fu introdotto negli altri paesi del bacino del Mediterraneo probabilmente prima o durante l’epoca romana.
Il cipresso è una componente vitale nella civiltà di tutti i paesi mediterranei e costituisce un elemento peculiare del loro paesaggio e della loro arte, nonché una fonte di reddito non indifferente.
In Francia il cipresso è stato piantato ed è presente in tutte le regioni costiere dalle Alpi alle montagne pirenaiche. E’ usato sia come pianta ornamentale che come frangivento per proteggere produzioni erbacee ed arboree; può essere utilizzato anche per piantagioni forestali.
In Grecia il cipresso vegeta dal livello del mare fino al limite della vegetazione (1750 m slm a Creta) e costituisce boschi naturali a Creta, Samos, Rodi, Cos, Simi e Milo. Nei vecchi popolamenti del Peloponneso e nelle isole del Mar Ionio questa pianta è considerata naturalizzata.
In Spagna il Cupressus sempervirens è stato introdotto solo recentemente e gli individui più vecchi hanno circa 150 anni. Inizialmente veniva impiegato come pianta ornamentale intorno ai monumenti religiosi e nei giardini pubblici poi è stato utilizzato anche come frangivento e per rimboschimenti.
In Italia non sono presenti boschi naturali di cipresso. Cipressete di piccola estensione si trovano sulle colline costiere tirreniche, dalla Liguria alla Calabria ed in Sicilia; quelle più ampie e produttive sono localizzate in Italia centrale soprattutto in Toscana vicino a Firenze, Siena e Pisa. Da evidenziare nel comune di Fontegreca (CE) la presenza di un cipresseta di 70 ettari già segnalata a partire dal 1506 e meglio conosciuta come “il bosco degli Zappini” di cui non è chiara l’origine. In Italia settentrionale il cipresso si trova per lo più sulle rive dei laghi dove le condizioni climatiche ne favoriscono la crescita.
La pianta è molto utilizzata per finalità ornamentali, ma recentemente hanno avuto un buon sviluppo anche le piantagioni forestali.
In Portogallo il Cupressus sempervirens non è molto diffuso ed è impiegato solo come frangivento o albero ornamentale.

Il cipresso può raggiungere dimensioni rilevanti, anche fino a 30 m, e comprende due varietà distinte: la varietà horizzontalis ha rami inseriti quasi perpendicolarmente al tronco, con chioma tendenzialmente conica; la varietà pyramidalis (=stricta) ha la chioma fastigiata, con rami addossati al tronco, corti o lunghi.
Il cipresso, come la maggior parte delle specie forestali, predilige suoli ricchi, profondi, umidi e ben aerati con pH neutro; tuttavia la sua grande rusticità rende spesso possibili buoni accrescimenti anche in terreni poveri, aridi e superficiali.
Il Cupressus sempervirens è tollerante al freddo fino a -20 °C.

Il cipresso presenta generalmente tronchi dritti. La eventuale presenza di difetti come nodi, fibratura elicoidale e sezioni irregolari del tronco dipende strettamente dalle caratteristiche dell’ambiente di vegetazione, dalla variabilità genetica della pianta e dalle cure colturali eventualmente praticate.
Il legno di cipresso ha un buon valore tecnologico per vari motivi:
- elevata durabilità naturale contro gli agenti biotici;
- variazioni dimensionali contenute che lo rendono molto stabile;
- buona durezza e resistenza che lo rendono idoneo per vari impieghi;
- tessitura fine che consente un elevato grado di finitura;
- facilità di incollaggio.

Il legno ha con forte odore pepato, simile a quello del cedro e del ginepro, che agisce da repellente per vari insetti dannosi; è utilizzato prevalentemente per arredi esterni come porte, infissi, persiane, piani di calpestio e per arredi interni come armadi, cassepanche e pavimenti ed anche per costruzioni navali.

Altre specie Mediterranee

 

Cupressus dupreziana Camus

E’ una specie relitto originaria del Sahara algerino, più precisamente della zona del Tassili d’Ajjers, ove sono rimasti circa 150 individui distribuiti su una superficie di 200 Km2. Gli esemplari più giovani sembrano avere almeno un secolo di età, mentre i più vecchi superano i 2000 anni. Queste piante vegetano nel letto di uadi a quote comprese tra 1000 e 1800 m, con temperature minime e massime comprese tra 1°C e 30°C con frequenti gelate e con precipitazioni annuali che in media si aggirano sui 30 mm. La rinnovazione è del tutto assente, sia per la scarsa capacità germinativa di questa specie, sia per le condizioni ambientali avverse alla germinazione, alla crescita e all’affermazione delle piantine, sia per il pascolamento.

Si distingue dal C. sempervirens per i getti disposti su un unico piano, per la ramificazione caratterizzata da branche che si inseriscono sul fusto con ampio angolo curvandosi poi verso l’alto (tipo candelabro), per i coni oblunghi, più piccoli rispetto al C. sempervirens, con mucroni poco pronunciati e per il colore verde opaco con tonalità glaucescenti della chioma.

L’interesse per questa specie è legato alla marcata tolleranza all’aridità, alla buona resistenza alle gelate (anche fino a -17°C in ambiente secco) e alla resistenza al cancro del cipresso.

Nei campi sperimentali dell’IPP sono conservati ex situ 10 cloni di C. dupreziana derivati dalla propagazione di materiale raccolto nell’area d’indigenato, oltre che circa 200 individui ottenuti dalla fecondazione di macrosporofilli di C. sempervirens con polline di C. dupreziana.

Cupressus atlantica Gaussen

Il cipresso dell’Atlante vegeta nella parte occidentale dell’Alto Atlante in Marocco tra 1100 e 2200 m di altitudine. Questa specie, endemica di un’area geografica limitata, si caratterizza per la molteplicità di funzioni: come pianta da foraggio, da legno, ornamentale, per la difesa del suolo dall’erosione e come frangivento.

Il cipresso dell’Atlante raggiunge mediamente i 25 m di altezza ed è caratterizzato da una chioma di forma conica, con rami più o meno sottili e lunghi, disposti orizzontalmente. C. atlantica vegeta in stazioni caratterizzate da una forte escursione termica, con temperature minime di -15°C e massime di 35-40°C ed è ben adattato a una piovosità di 250-350 mm annui. E’ una specie molto plastica per quanto concerne la natura del suolo e si ritrova su scisti primari, graniti, calcari e substrati argillosi. Trattasi quindi di una specie xerofila, frugale, con una capacità di adattamento alle condizioni più difficili di clima e suolo.

C. atlantica presenta coni più piccoli e più rotondeggianti rispetto al C. sempervirens, getti portati su uno stesso piano, a sezione quadrangolare, colore del fogliame verde opaco, leggermente glauco su piante giovani.

L’interesse per questa specie è legato alla capacità di vegetare nelle condizioni più marginali che caratterizzano l’area mediterranea e che la rendono incontestabilmente un elemento importante per la protezione dell’ambiente ecologico e del suolo. C. atlantica si caratterizza anche per la capacità di accrescimento e la produttività, soprattutto quando vegeta nelle stazioni di buona fertilità ed, inoltre, pur non potendolo considerare resistente al cancro corticale, appare dotato di una certa tolleranza e comunque mostra una risposta alle inoculazioni artificiali superiore rispetto al C. sempervirens. Nei campi collezione dell’IPP sono conservati ex situ 5 cloni e 110 individui di C. atlantica ottenuti da seme raccolto in 4 diverse aree dell’areale naturale.