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MEDCYPRE Utilizzazione del cipresso nella salvaguardia dell'economia rurale, dell'ambiente e del paesaggio mediterraneo: prevenzione e gestione dei rischi naturali |
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INFORMAZIONI UTILI PER FINALITA' APPLICATIVE |
Il cipresso
Cupressus sempervirens
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Il Cupressus sempervirens, Il Cupressus sempervirens, originario dell’Iran settentrionale, della Siria, della Turchia, di Cipro e diverse isole greche (Creta, Rodi, ecc), fu introdotto negli altri paesi del bacino del Mediterraneo probabilmente prima o durante l’epoca romana. |
Altre specie Mediterranee
E’
una specie relitto originaria del Sahara algerino, più precisamente
della zona del Tassili d’Ajjers, ove sono rimasti circa 150 individui
distribuiti su una superficie di 200 Km2. Gli esemplari più
giovani sembrano avere almeno un secolo di età, mentre i più vecchi
superano i 2000 anni. Queste piante vegetano nel letto di uadi a quote
comprese tra 1000 e 1800 m, con temperature minime e massime comprese
tra 1°C e 30°C con frequenti gelate e con precipitazioni annuali che
in media si aggirano sui 30 mm. La rinnovazione è del tutto assente,
sia per la scarsa capacità germinativa di questa specie, sia per le
condizioni ambientali avverse alla germinazione, alla crescita e
all’affermazione delle piantine, sia per il pascolamento. Si
distingue dal C. sempervirens
per i getti disposti su un unico piano, per la ramificazione
caratterizzata da branche che si inseriscono sul fusto con ampio angolo
curvandosi poi verso l’alto (tipo candelabro), per i coni oblunghi, più
piccoli rispetto al C. sempervirens, con mucroni poco pronunciati e per il colore verde
opaco con tonalità glaucescenti della chioma. L’interesse
per questa specie è legato alla marcata tolleranza all’aridità, alla
buona resistenza alle gelate (anche fino a -17°C in ambiente secco) e
alla resistenza al cancro del cipresso. Nei
campi sperimentali dell’IPP sono conservati ex
situ 10 cloni di C. dupreziana
derivati dalla propagazione di materiale raccolto nell’area d’indigenato,
oltre che circa 200 individui ottenuti dalla fecondazione di
macrosporofilli di C. sempervirens
con polline di C. dupreziana. Cupressus
atlantica Gaussen Il
cipresso dell’Atlante raggiunge mediamente i 25 m di altezza ed è
caratterizzato da una chioma di forma conica, con rami più o meno
sottili e lunghi, disposti orizzontalmente. C. atlantica vegeta in stazioni caratterizzate da una forte
escursione termica, con temperature minime di -15°C e massime di 35-40°C
ed è ben adattato a una piovosità di 250-350 mm annui. E’ una specie
molto plastica per quanto concerne la natura del suolo e si ritrova su
scisti primari, graniti, calcari e substrati argillosi. Trattasi quindi
di una specie xerofila, frugale, con una capacità di adattamento alle
condizioni più difficili di clima e suolo. C.
atlantica presenta coni più piccoli e più rotondeggianti rispetto
al C. sempervirens, getti
portati su uno stesso piano, a sezione quadrangolare, colore del
fogliame verde opaco, leggermente glauco su piante giovani. L’interesse per questa specie è legato alla capacità di vegetare nelle condizioni più marginali che caratterizzano l’area mediterranea e che la rendono incontestabilmente un elemento importante per la protezione dell’ambiente ecologico e del suolo. C. atlantica si caratterizza anche per la capacità di accrescimento e la produttività, soprattutto quando vegeta nelle stazioni di buona fertilità ed, inoltre, pur non potendolo considerare resistente al cancro corticale, appare dotato di una certa tolleranza e comunque mostra una risposta alle inoculazioni artificiali superiore rispetto al C. sempervirens. Nei campi collezione dell’IPP sono conservati ex situ 5 cloni e 110 individui di C. atlantica ottenuti da seme raccolto in 4 diverse aree dell’areale naturale.
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