Disciplina dei bandi di ricerca

LA PROMOZIONE E IL TRASFERIMENTO DELL’INNOVAZIONE NEL SETTORE AGRICOLO-FORESTALE IN TOSCANA


Come è noto, in Toscana la promozione della ricerca e il trasferimento dell'innovazione sono funzioni attribuite con legge regionale 37/93 all’ARSIA, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura e foreste e, da non molto, anche nel settore dell’acquacoltura (L.R. 33/2000). Essa svolge la funzione di intermediazione tra il mondo scientifico pubblico e privato e il mondo della produzione; sviluppa, inoltre, azioni di promozione e sostegno alla diffusione e al trasferimento dell’innovazione di processo e di prodotto nei settori di competenza.

Per dare risposta alle competenze attribuitele dalla legge istitutiva in materia di promozione della ricerca l’ARSIA ha creato due principali strumenti: il “tavolo di concertazione” e il “bando di ricerca”. Il primo serve per individuare la domanda di innovazione, direttamente o attraverso le segnalazioni di interesse; ad
esso partecipano i rappresentanti del mondo economico, sociale e scientifico toscano di volta in volta individuati secondo le tematiche dibattute e serve a definire i contenuti del secondo strumento, il “bando di ricerca”, che, per l’accesso alle risorse finanziarie disponibili, richiede la creazione di un gruppo di ricerca interdisciplinare, l’obbligatoria partecipazione dei soggetti imprenditoriali, perché sono i primi soggetti a cui possono arrivare le ricadute di un progetto di ricerca, nonché la compartecipazione finanziaria al progetto dei partecipanti. In particolare, preme sottolineare che il mondo scientifico partecipa al tavolo di concertazione non quale soggetto chiamato a dare direttamente risposte, bensì quale soggetto altamente qualificato a selezionare, orientare e strutturare la definizione della domanda di innovazione.

Dopo una prima fase di sperimentazione durata vari anni, relativa sia alla fase del bando pubblico, sia alla fase della valutazione delle proposte progettuali (ex ante) e dei progetti approvati (in itinere e finale), sia alla fase della stipula contrattuale con i soggetti vincitori del bando, l’Amministratore ha approvato con decreto n° 209 del 13 aprile 2004 alcune modifiche alla disciplina dei bandi stessa, al fine di renderla più funzionale e apportare alcuni chiarimenti interpretativi.

In casi limitati ed in presenza di specifici requisiti, l’ARSIA procede all’ affidamento diretto delle ricerche, mentre laddove vi siano forti legami con il territorio è stato messo a punto uno strumento dedicato, il progetto di ricerca e sviluppo rurale a valenza territoriale.

Un ulteriore strumento recentemente disciplinato dall’ARSIA per la promozione della ricerca sul territorio regionale sono le borse di studio, concesse annualmente a partire dal 2004 alle strutture di ricerca operanti in Toscana (dipartimenti universitari, CNR, Istituti Mipaf, centri di ricerca, etc ) nell’ambito di tematiche individuate sulla base del programma pluriennale di attività dell’Agenzia e tenuto conto delle direttive impartite dalla Giunta regionale.

Il modo di promuovere la ricerca in Toscana, che ha trovato un forte consenso nel mondo scientifico e imprenditoriale regionale, ha raggiunto l’obiettivo di riportare le imprese al centro del sistema della domanda d’innovazione la quale, anche se proposta dalle istituzione scientifiche, è comunque condivisa dagli utenti finali. A ben vedere, non solo le imprese ma anche i ricercatori possono portare idee al tavolo di concertazione, se queste rientrano nelle linee strategiche regionali delineate nel Piano pluriennale di attività
dell’ARSIA, fortemente orientato alle politiche dell’innovazione. Il ricercatore ha dunque anch’egli la possibilità di portare al tavolo di concertazione l’idea di ricerca che intende sottoporre all’attenzione dei vari attori coinvolti e, se ne ha un consenso, l’Agenzia avvia la messa a punto di uno specifico bando, compatibilmente alle sue disponibilità finanziarie, oppure dà luogo ad un affidamento diretto qualora l’importo stimato per la ricerca sia inferiore a 30.000 Euro. Nel caso del bando, il ricercatore diventa protagonista, insieme alla struttura, della sua definizione. Una volta pubblicato il bando, si apre la competizione con tutti i ricercatori interessati, e si auspica che quel ricercatore, essendo stimolatore di una domanda di ricerca, porti comunque
avanti la sua proposta, a prescindere dal ruolo concreto che rivestirà nel progetto presentato.

Ove opportuno, le innovazioni prodotte nell’ambito del settore agro-forestale possono essere collaudate presso i centri di collaudo di cui è dotata l’ARSIA nel territorio aretino (Centro di collaudo e di trasferimento di Cesa) e in quello grossetano (Centro di collaudo e di trasferimento di Rispescia), dedicati
rispettivamente all’agricoltura convenzionale e integrata e all’agricoltura biologica. Tutti i soggetti pubblici o privati operanti nel settore della ricerca e i soggetti detentori o creatori di tecnologie specifiche possono effettuare prove di collaudo presso tali centri, secondo un determinato prezzario.

Il trasferimento dell’innovazione è garantito dall’Agenzia attraverso lo specifico servizio denominato “Agrinnova Trasferimento” che intende rendere fruibili ai potenziali utilizzatori tutti i risultati delle ricerche che hanno prodotto innovazioni utili all’agricoltura toscana, nonché le innovazioni già disponibili sul mercato,
stimolando i soggetti che le detengono a inserirle in un apposito database strutturato nelle principali filiere agroalimentari toscane.