L'alveare: società o superorganismo
Come
abbiamo visto l'ape è un insetto sociale. Ma il legame che unisce
tra loro le api di una famiglia è così intimo e forte che
spesso è l'intera famiglia ad essere paragonata ad un singolo individuo
(il superorganismo).
La regina, le operaie e i fuchi, possono essere viste come cellule ed organi, ognuno con una propria importante funzione. Ovviamente non come quelle di altri organismi, perché non sono unite fisicamente fra loro. Però come la vita di una singola cellula di un organismo superiore è impossibile al di fuori del corpo, così un'ape non vive a lungo al di fuori dell'alveare.
Ogni attività svolta dalle api può essere vista non come l'azione
di un singolo individuo, ma come una funzione, finalizzata al benessere
dell'intero superorganismo:
Sono tante le similitudini tra le funzioni svolte dalle api e quelle degli organi e apparati di un organismo.
La regina, deponendo le uova e secernendo feromoni (sostanze chimiche che
regolano il comportamento delle api), funziona come un organo che provvede
alla crescita come l'apparato nervoso o il sistema endocrino.
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Le api operaie, quando escono dall'alveare per procurare il nutrimento per
la famiglia, possono essere paragonate ai nostri arti. Le api esploratrici
ai nostri organi di senso. Le bottinatrici, portando l'acqua all'interno
dell'alveare, svolgono un'altra importante attività: la termoregolazione.
L'apparato escretore del superorganismo può essere rappresentato
dalle api spazzine, che puliscono le cellette dai residui lasciati dalle
larve e portano all'esterno gli scarti. Le bottinatrici poi, raccogliendo
la propoli, resina con proprietà antibiotiche e conservanti,
funzionano da sistema immunitario. Le api nutrici hanno funzioni simili
all'intero apparato circolatorio che provvede all'alimentazione delle singole
cellule.
Un altro aspetto importante che avvalora l'idea di un superorganismo è la modalità di riproduzione. Questa, infatti, non deve essere confusa con la semplice deposizione delle uova da parte della regina e la nascita di nuove api. La riproduzione vera e propria si ottiene quando l'intero alveare genera un'altra famiglia per mezzo della sciamatura. Con le condizioni climatiche favorevoli, durante la primavera, le api costruiscono celle speciali (celle reali), più grandi delle comuni cellette esagonali, nutrono le larve in esse contenute solo con pappa reale, allevando così nuove regine. La vecchia regina, prima della nascita delle figlie lascia l'alveare (sciama), seguita da una buona parte delle operaie. Nasce così un nuovo individuo con le caratteristiche genetiche dell'organismo che lo ha generato. |