Il
Calendario dell'apicoltore
Dodici mesi con le api
Gennaio
Il periodo di
freddo intenso di dicembre spesso persiste anche nel mese di gennaio.
Il lavoro dell'apicoltore si limita, generalmente, alle operazioni esterne
degli alveari.
All'interno
di essi, intanto, le api iniziano moderatamente la deposizione delle covate,
a secondo del decorso della stagione o del polline che potranno raccogliere.
L'apicoltore deve sgombrare le entrate degli alveari da ostruzioni varie
che si sono accumulate nei mesi precedenti in particolare dalle api morte).
In una bella giornata (la temperatura deve essere comunque superiore a
10 C), verso la fine del mese ed in caso di necessità, si potrà
aprire qualche alveare e controllare la quantità delle api presenti.
Se necessario, si potranno inserire, un telaio colmo di api prelevato
da un altro alveare che ne ha in abbondanza. Se occorre si procede con
la nutrizione fornendo il candito, utile per rimpiazzare le scorte ormai
esaurite (nutrizione di supporto).
Il mese di gennaio
richiede pochissima attività in apiario, quindi si provveda a revisionare
le arnie vuote giacenti in magazzino, si procurino fogli cerei, telaini,
filo, ecc
Iniziamo ad armare i telaini e ad applicare i fogli cerei
sia per il melario che per il nido.
Fiorisce
il nespolo.
Inizio
Febbraio
"Per la
candelora dall'inverno siamo fora, ma se c'é sole o solicello siamo
a mezzo dell'inverno"
In ogni caso,
la seconda metà dell'inverno è sempre migliore della prima...
Più numerose
sono le giornate di sole, durante le quali le api volano, si sbizzarriscono,
si allenano con larghi voli nel cielo intorno all'apiario, o si avventurano
in cerca di polline e di acqua per la prima covata che all'interno dell'alveare
comincia a svilupparsi.
L'apicoltore
si rallegra di questa attività che rinnova ogni colonia, ma nel
suo intimo, indotto dall'esperienza, teme per il loro sviluppo troppo
precoce.
Bisogna dominare
lo sviluppo della colonia, accelerandolo o rallentandolo a nostro piacere,
in relazione al fine che si deve ottenere:
- avere colonie
forti per il periodo del primo raccolto (Robinia);
- avere colonie
ridotte nei periodi di inattività.
L'apicoltore
che in questo periodo nutre l'alveare senza criterio, o in modo esagerato,
è come colui che spinge una macchina a tutta velocità, non
solo nei momenti di urgenza, ma anche quando potrebbe farne a meno.
La regina non
è una fonte inesauribile di uova; ha bisogno, come tutti gli esseri
viventi di periodi di attività e di riposo.
Il periodo dell'inizio
della nutrizione stimolante dipende dalla zona nella quale ci si trova
ed in particolare dall'epoca delle fioriture.
Dopo questa
nutrizione, seguire attentamente il comportamento della regina, l'evolversi
della famiglia.
Nei pressi dell'apiario
è buona norma collocare un abbeveratoio contenente un cucchiaio
di sale da cucina sciolto in 5 litri di acqua. Questo perché le
api non si allontanino troppo dall'apiario in cerca di sostanze minerali
e rischiando così di non rientrare a causa del freddo.
Fiorisce
il mandorlo, il rosmarino, il tarassaco, la rapa, i cavoli e la colza.
Inizio
Marzo
Frenetica è
l'attività delle api in questo mese.
L'apicoltore
presti molta attenzione alle famiglie mediante brevi visite, almeno ogni
10 giorni, per controllare se la regina fosse morta (mancherebbe la covata).
In tal caso riunire la famiglia ad un'altra più debole con il metodo
del giornale.
Con un po' di
pratica s'impara a conoscere le famiglie orfane battendo dei colpetti
sulle pareti dell'arnia. Le famiglie "normali" e con regina
rispondono con un ronzio che dura poco e di tono basso e breve. Le famiglie
orfane invece, fanno un ronzio vario, lamentevole e prolungato.
Se in questo
mese è tornato il freddo regolare la porticina d'ingresso per proteggere
la covata dagli spifferi.
Trapiantare
le piante nettarifere. Si seminano la facelia e alcune leguminose.
Fiorisce
il rosmarino, la rapa, la colza, la rucola, il mandorlo.
Inizio
Aprile
Adesso il consumo
di miele nell'alveare è fortissimo; se a causa della stagione avversa
non avviene importazione di nettare c'è il rischio che la famiglia
muoia di fame.
Le api esistenti
sono nate quasi tutte all'inizio del mese, ma andranno a bottinare solo
nella seconda quindicina.
Fare molta attenzione
!
Se necessario
nutrire con soluzione zuccherina se non avete telaini di miele di scorta
da mettere nell'alveare.
In questo mese
inizia la sciamatura naturale, un bravo apicoltore deve, finché
è possibile, evitare che ciò si verifichi regolando la forza
della famiglia sostituendo alcuni telaini di covata con altrettanti nuovi
forniti di foglio cereo.
In questo modo
si possono formare sciami artificiali o rinforzare alveari deboli. E'
il mese per mettere i melari.
A fine mese,
in pianura, inizia la fioritura della robinia.
Il nido deve
essere interamente popolato di api ed i telaini pieni di covata e di miele;
le api deporranno il nettare di robinia nel melario, essendo il nido tutto
occupato; avremo così un ottimo miele di robinia.
Se capita una
giornata di maltempo si può cogliere l'occasione per liberare l'apiario
dalle erbe infestanti con il decespugliatore o la falce.
Fiorisce
l'albicocco, il pesco, il susino, il ciliegio, il melo, il pero, il salice,
la borragine, il cisto, I'erica, la rapa, la colza, la rucola.
Inizio
Maggio
Mese di raccolto
dappertutto!
Fare attenzione
al melario, prima che sia completamente pieno aggiungetene uno nuovo subito
sopra il nido, cioé sotto quello messo per primo.
Appena opercolato
smielate l'ottima robinia affinché non vi si aggiunga nettare di
altri fiori.
I telaini non
opercolati non vanno smielati, ma riuniti in uno o più melari e
dati ancora in custodia a una o più famiglie forti, saranno smielati
dopo l'opercolatura.
Controllare
gli sciami e sostituire le regine vecchie o difettose. Nutrire con sciroppo
se il tempo decorre cattivo.
Fiorisce
l'acacia, il tamerice, il pitosporo, il cisto, il tarassaco, la lupinella,
il timo, la facelia.
Inizio
Giugno
Dopo il raccolto
della robinia, continua la bottinatura in pianura e in collina.
Sorvegliare
i melari, e mettere il secondo dove necessita.
Fare attenzione
che ci sia sempre posto affinché la regina possa deporre nel nido,
altrimenti sale a farlo nel melario.
Usare, se dovesse
accadere quanto detto sopra, l'escludi regina.
Il melario non
sia mai stracolmo!
In tal caso
aggiungerne subito un altro.
Uno sciame in
questo periodo sarebbe una grave perdita di raccolto.
Smielare tutto
il miele opercolato, questo è quello della primavera, il migliore!
E' comunque
opportuno controllare l'umidità del miele con un rifrattometro
oppure rivolgendosi all'associazione.
Prepararsi per
il raccolto del millefiori e del castagno.
Lasciate aperto
sul coperchio il foro del nutritore dal quale uscirà il calore.
Fiorisce
l'eucalipto, l'acacia, il castagno, il timo, i trifogli, la veccia, la
lupinella, la galega, il rovo, la salvia, la lavanda, l'ippocastano, la
facelia.
Inizio
Luglio
Fa caldo. Proteggere
gli alveari con fronde o simili, oppure con una cassetta da frutta messa
capovolta sul tettino.
Si raccoglie
ottimo miele di castagno e di melata.
E' il momento
per fare anche sciami artificiali.
Fare attenzione
al saccheggio.
Fiorisce
il meliloto, la medica, laveccia, i trifogli, il castagno, il tiglio,
il rovo, la lavanda, il girasole, la galega, la facelia.
Inizio
Agosto
Fare attenzione
al saccheggio.
Gli alveari
deboli vanno rinforzati e guardati spesso perché possono essere
attaccati dalla tarma e distrutti in pochi giorni.
Nella seconda
quindicina del mese smielare.
Fare attenzione
che, tolto il melario, le api non intasino il nido con la melata.
Può essere
opportuno togliere un telaio di miele opercolato (sarà prezioso
nella primavera successiva) e inserire un foglio cereo controllando che
venga costruito.
Le api tendono
a diminuire di numero perché la regina ha una fase di riposo nella
deposizione.
La varroa è
al massimo sviluppo numerico.
E' il momento
giusto per trattare le famiglie con prodotti acaricidi consentiti dalle
leggi sanitarie, fruendo della consulenza, se necessaria, dei veterinari
della A.S.L. o dell'esperto apistico delle associazioni degli apicoltori.
Ai primi temporali
si risemina la facelia.
Fiorisce
il brugo, il girasole, il lamio, il ginestrino, la medica, il meliloto,
il mirto, la santoreggia.
Inizio
Settembre
Si ripongono
in magazzino melari, telaini, e l'altro materiale, dopo averli ben puliti.
Si provvede
con anidride solforosa a prevenire lo sviluppo della tarma della cera.
Fate in modo
che sia impedito l'accesso ai telaini da parte dei topi.
In questo mese
le api fanno provviste per l'inverno.
L'attività
è sempre intensa e si presentano ancora buone giornate.
Accertarsi che
ci sia una buona scorta di polline.
Fiorisce
il brugo, I'edera, I'inula, il lamio, il girasole, la medica, il trifoglio
bianco e violetto.
Inizio
Ottobre
Ridurre le dimensioni
della porticina per impedire l'ingresso ai topi e per proteggere l'alveare
dai primi freddi.
Fare delle visite
di controllo, stimare la scorta di miele e polline.
Particolare
attenzione alla salute delle api.
Fiorisce
il brugo, l'edera, il rosmarino e alcune crucifere. Possono essere ancora
in fiore alcune leguminose.
Inizio
Novembre
Visitare di
tanto in tanto l'apiario per accertarsi che tutto sia in regola. Fare
in modo che il vento non ribalti i tettini.
Fiorisce
il brugo, il corbezzolo, il rosmarino e la facelia di seconda semina.
Inizio
Dicembre
Sistemare l'attrezzatura
in magazzino per l'anno successivo.
Comprare o prenotare
le arnie da montare.
Effettuare eventuali
nutrizioni di soccorso con il candito.
Fiorisce
il corbezzolo.
Inizio
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